15 Dicembre 2017

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San Gerardo Maiella

San Gerardo Maiella: povero per vocazione


Gerardo nasce nel 1726 a Muro Lucano ( PZ),da una famiglia povera ma molto devota,nonostante la povertà è felice perché si sente vicino a Dio. A dodici anni resta orfano di padre e così diventa unico sostegno familiare e va a lavorare come apprendista presso un sarto del luogo che lo percuote e lo maltratta. Nell´ambiente povero, ma intensamente religioso della famiglia, Gerardo manifestò rare attitudini alla santità. Si racconta che spesso riceveva un panino dalle mani di Gesù Bambino. Fin da piccolo, era tanto desideroso di ricevere la Santa Comunione che si avvicinò all´altare pur non avendo ancora ricevuto la Prima Comunione. Il sacerdote ovviamente, lo mandò via, ma la notte l´arcangelo S. Michele gli donò l´Eucaristia. Dopo quattro anni di apprendistato presso il sarto, Gerardo andò in servizio a Lacedonia presso il Vescovo Mons. Albini. Le prepotenze e i continui rimproveri che costringono gli altri servi a lasciare il posto dopo poche settimane, a Gerardo non fanno paura. Non contano le percosse del sarto e neppure il fatto di essere preso per scontato dal Vescovo; vede la sofferenza come un modo per essere alla sequela di Cristo. Sa piegarsi ad ogni necessità, e rimane al servizio del vescovo per tre anni, fino alla morte di quest´ultimo. Un giorno gli cadde la chiave nel pozzo. Non si scompose; legò una statua di Gesù Bambino e la calò nel pozzo. La statuetta ricomparve miracolosamente con la chiavi in mano. E già da allora Gerardo passa delle ore in compagnia di Gesù nel Santissimo Sacramento, che è il segno del suo Signore crocifisso e risorto. Nel 1745, all´età di 19 anni, ritorna a Muro stabilendovisi da sarto. Il suo negozio prospera ma di soldi ne fa pochi poiché regala praticamente tutto quello che ha, mette da parte, solo quanto serve per sua madre e per le sorelle, il resto lo dà ai poveri. Ormai aveva deciso:darsi completamente a Dio, egli doveva essere religioso. Dopo inutili tentativi, finalmente entrò nel 1749 nel convento dei Missionari Redentoristi di Deliceto (FG) dove prende i voti religiosi il 16 luglio 1752.Gerardo fu un infaticabile apostolo. I paesi della Campania e della Lucania lo videro percorrere le loro vie sempre pronto ad aiutare chi avesse bisogno, spirituale o materiale. Non solo i poveri,ma anche Vescovi e Suore ricorrevano a lui. Nella primavera 1754 Gerardo fu oggetto di una vergognosa calunnia. che lo vede denunciato ai superiori del suo Ordine per aver avuto una relazione con una nobile donna appartenente alla famiglia che soleva ospitare S. Alfonso De Liquori fondatore del suo Ordine che lo inviò per punizione a Ciorani dove subisce atroci punizioni,ma ben presto la sua innocenza venne riconosciuta e fu scagionato con le scuse di Sant´Alfonso, e a giugno dello stesso anno giunse a Materdomini.Qui,l´inverno del 1754-55 fu rigido e triste a causa della carestia. Gerardo, assegnato alla portineria, soccorreva la gente con ogni risorsa. Per tutti egli aveva un pane e una parola di conforto. Sembrava che le provviste nelle sue mani si moltiplicassero. Nominato sovrintendente ai lavori di costruzione del convento girò instancabilmente per i villaggi e le città della Valsele a questuare i soldi per la costruzione del convento. E lui ricambia con i miracoli e la carità. Oliveto, Senerchia, Contursi, Buccino, Quaglietta, ecc., assistono al suo passaggio e acclamano alla sua santità. Di Salute cagionevole nel 1755 viene colto da una emorragia molto violente e da una dissenteria,la morte poteva sopraggiungere da un momento all´altro,ma lui sa che ha ancora da insegnare una grande lezione sul potere dell´ubbidienza e sulla volontà di Dio,così come per miracolo la malattia sembra scomparire e lascia il letto per raggiungere la comunità anche se sa che la sua cura è soltanto temporanea e che non gli resta da vivere ancora molto. Gli ultimi mesi di vita furono per Gerardo di atroci dolori, che sopportò con la forza della fede. Sulla porta della sua celletta fece scrivere: "Qui si fa la volontà di Dio, come lui vuole e per tutto il tempo che vuole". Spesso gli si sente dire la seguente preghiera: "Mio Dio, desidero morire per fare la Tua santissima volontà". Morì all´alba del 16 ottobre 1755 a soli 29 anni. A migliaia vengono a fare visita al suo feretro. Dopo la sua morte vengono riportati miracoli in quasi tutte le parte d´Italia e tutti attribuiti alla sua intercessione,così nel 1893, Papa Leone XII lo beatifica e l´11 dicembre 1904 Papa Pio X lo canonizza Santo. Viene spesso ricordato anche come il Santo patrono delle madre e dei neonati,in effetti il suo apostolato in tal senso inizia quando è ancora in vita. Un giorno, mentre sta per lasciare la casa di amici suoi, la famiglia Pirofalo, una delle figlie lo richiama per dire che ha dimenticato il suo fazzoletto. In un attimo di percezione profetica Gerardo dice: "Tienilo. Un giorno ti sarà utile". Il fazzoletto viene tenuto in prezioso ricordo di Gerardo. Anni dopo la ragazza al quale ha dato il fazzoletto si trova in pericolo di morte durante un parto. Si ricorda delle parole di Gerardo e chiede del fazzoletto. Quasi immediatamente cessa il pericolo e partorisce un bambino sanissimo. In un´altra occasione una madre chiede le preghiere di Gerardo perché è in pericolo insieme al bambino che porta nel seno. Entrambi usciranno sani e salvi dall´avventura. Al processo della sua beatificazione viene testimoniato che Gerardo era noto come "il santo dei parti felici". Molti ospedali dedicano il loro reparto di maternità al Santo e distribuiscono medaglie e santini di Gerardo con relativa preghiera alle loro pazienti. A migliaia di bambini è stato dato il nome Gerardo dai genitori convinti che è grazie all´intercessione del santo che i loro bambini sono nati.


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